1 Dicembre 2022
PLR

Nomi, volti, storie dietro i numeri della povertà

Nomi, volti, storie dietro i numeri della povertà

Diamo Voce alla politica PLR di Lugano, in alcuni casi Cantonale ma anche ad iniziative consolidate che sostengono la popolazione indigente residente in Ticino.”

Articolo di Marco Bazzi

Da alcuni mesi, accanto alla mia attività giornalistica, mi occupo delle relazioni esterne di Soccorso Svizzero d’Inverno Ticino. Il Segretariato cantonale della Winterhilfe – associazione che opera su tutto il territorio svizzero dal 1936 – ha lo scopo di sostenere la popolazione indigente residente in Ticino per aiutarla a superare momentanee situazioni di disagio.

Una premessa importante: gli aiuti vengono erogati solo in caso di comprovato bisogno, dopo attente verifiche in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni, e i costi amministrativi dell’associazione non possono superare il 5% dei fondi raccolti.

Inizio con qualche numero. Quasi un quarto delle persone residenti in Ticino (il 24,4%) vive in un’economia domestica con un reddito disponibile inferiore alla soglia di rischio di povertà, mentre a livello nazionale questa percentuale è “solo” del 15,4%. Tra i gruppi più esposti ci sono quelli composti da famiglie monoparentali con figli minorenni, persone sole, senza formazione scolastica post-obbligatoria, o disoccupate. Sono dati relativi al 2020, gli ultimi pubblicati dall’Ufficio cantonale di statistica (USTAT). Nel frattempo c’è stata la pandemia, che ha aggravato le condizioni economiche di migliaia di persone. E da molti, troppi mesi, c’è la crisi legata alla guerra in Ucraina, con le conseguenze dirette sul costo della vita.

“La questione della povertà è un tema complesso – si legge nel rapporto dell’USTAT sulla situazione economica e sociale – che la statistica affronta seguendo diversi approcci: da una parte esistono criteri oggettivi, che fissano un reddito minimo e poi stimano il numero di persone con un reddito inferiore a questa soglia; dall’altra figurano quelli più soggettivi, che cercano di valutare quante persone non riescono a permettersi certi beni, oppure quante reputano insoddisfacenti le loro condizioni di vita”.

Tra gli indicatori utilizzati per comporre il quadro c’è quello delle “deprivazioni materiali”, che nel nostro Cantone si attesta al 10,8%, e a livello nazionale al 4,3%. In Ticino, le deprivazioni più ricorrenti sono: l’impossibilità di affrontare una spesa imprevista di 2.500 franchi (che tocca il 28,9% della popolazione); avere un arretrato di pagamento (18,3%); non disporre di mezzi finanziari sufficienti per permettersi almeno una settimana di vacanza all’anno (16,3%).

Gli aiuti puntuali – sussidi ai premi di cassa malati, indennità di disoccupazione o di assistenza – spesso non sono sufficienti. Basta poco perché una persona o una famiglia si trovino a far fronte a spese o situazioni impreviste: perdita o precarizzazione del lavoro, calo del reddito per gli indipendenti, divorzi o separazioni, lutti, sfratti o aumenti di affito, cure mediche o dentarie non coperte dall’assicurazione malattia…

Ecco, la povertà sta dietro a questi numeri, a queste statistiche, a questi dati che ogni tanto leggiamo di sfuggita sui giornali e che sul momento ci impressionano. Non l’avremmo mai detto – pensiamo – che tutto questo accade nella ricca e benestante Svizzera. Ma poi torniamo ai nostri pensieri e alle nostre occupazioni quotidiane, in attesa di leggere i prossimi aggiornamenti.

Questi numeri parlano di disagio, di difficoltà di persone alle quali è negata una vita serena e dignitosa. Ma dietro a questi numeri ci sono volti di uomini e di donne, di famiglie, di anziani, di ragazzi e di bambini, ci sono voci, occhi, mani… La povertà è un fenomeno reale che tocca migliaia di esseri umani, di nostri concittadini, e non si riduce a dati e tendenze, a sterili statistiche, a numeri senza nome.

Dobbiamo provare a immaginare la povertà vera, quella che molte persone vivono ogni giorno con rinunce, timori per un futuro incerto – ancora più incerto in questo periodo, con il costo della vita che aumenta continuamente, e non sappiamo come andrà a finire -.

Dietro a questi numeri si celano storie di vita, ognuna diversa dall’altra, persone che vivono senza sogni e senza speranze. Persone non possono permettersi una vacanza, una cena, momenti di svago, nulla che vada oltre il necessario, costrette a eliminare rigorosamente il superfluo dalla vita quotidiana.

Le reti sociali aiutano, certo, grazie al nostro “welfare”, famoso nel mondo, nessuno finisce sotto i ponti o a elemosinare per strada, a meno che lo faccia per scelta. Ma per consentire alla propria famiglia un minimo dignitoso tenore di vita ci vogliono tanti soldi, lo sappiamo, e spesso non bastano nemmeno, perché gli imprevisti sono sempre in agguato. Troppe persone – anche quelle appartenenti al cosiddetto “ceto medio”, che non rientrano nei casi sussidiabili – faticano a far quadrare i bilanci.

Grazie alla solidarietà e alla generosità di molti ticinesi, privati, associazioni, fondazioni, aziende, Soccorso d’Inverno cerca di dare una mano a chi si trova in difficoltà. Tra il 2020 e il 2021 l’Associazione ha ricevuto 769 richieste di sostegno e aiutato 1’217 persone erogando 730’000 franchi per interventi immediati e progetti, oltre a 48’510 franchi in buoni spesa.

Abbiamo diversi progetti in corso per i prossimi mesi, alcuni dei quali destinati ai figli delle famiglie bisognose, la cui realizzazione dipende dalle donazioni che riceveremo. In autunno, come ogni anno, verrà lanciata la tradizionale “Colletta Stella”, coordinata a livello nazionale, ma chi volesse contribuire può farlo in ogni momento.

Conto BancaStato Soccorso d’Inverno Ticino – IBAN CH40 0076 4106 3935 C000 C

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Autore

Marco Bazzi