Il dibattito lanciato dalla sezione PLR di Lugano e dal suo presidente Paolo Morel sul futuro del comparto Campo Marzio non deve essere letto come una contrapposizione tra istituzioni e partito. Non è mai stato questo lo spirito. Anzi. Il contributo propositivo della sezione cittadina vuole inserirsi in un percorso più ampio, che parte da un dato oggettivo: oggi, dopo decenni di riflessioni, lo sviluppo del Campo Marzio è fermo. E questo immobilismo merita di essere interrogato, con rispetto, ma anche con coraggio.
Il vicesindaco Roberto Badaracco, responsabile del dossier, sta portando avanti un lavoro serio, coerente e basato su una impostazione precisa. Nessuno mette in discussione il suo impegno. Il ruolo del partito è un altro: è quello di affiancare l’azione istituzionale con proposte e idee che aiutino a stimolare il confronto. I partiti non devono solo gestire, ma anche ispirare. Devono essere, prima di tutto, macchine di idee.
In questo senso, la proposta lanciata dall’Ufficio presidenziale del PLR è un invito a riflettere: e se l’area del Campo Marzio diventasse un grande parco urbano integrato con un centro congressuale sobrio, funzionale, aperto alla cittadinanza? Un’alternativa, certo. Una visione. Forse anche una provocazione. Ma è proprio questo il punto: Lugano ha bisogno di tornare a sognare. Di rimettere al centro il dibattito su cosa significa oggi vivere in una città. Su quali spazi, quali servizi e quale qualità della vita vogliamo offrire ai cittadini di domani.
Lo aveva capito bene, a suo tempo, Giorgio Giudici, quando seppe proporre una Lugano dei poli, capace di unire sviluppo, architettura e identità. Allo stesso modo, negli anni, anche provocazioni come quella del professor Petralli sul nuovo lungolago hanno contribuito ad animare un confronto utile. È anche da queste scintille che possono nascere nuove idee.
L’intento non è sostituirsi alle istituzioni, ma rafforzare il dibattito pubblico. Dopotutto, le istituzioni sono anch’esse un’espressione della politica e della cittadinanza.
Sono il luogo dove le visioni si trasformano in progetti concreti. Ma affinché questo accada, qualcuno deve avere il coraggio di accendere la miccia. Ed è quello che, con spirito costruttivo e senza alcuna polemica, il PLR ha cercato di fare. Oggi Lugano deve scegliere se vuole restare in attesa o tornare a essere una città faro per il Cantone. Negli ultimi anni, l’impressione è che su alcuni temi ci si sia un po assopiti. È ora di ritrovare quella spinta ideale che in passato ha permesso alla città di crescere, innovare, osare. Una visione forte, condivisa e ambiziosa può rimettere in moto
energie nuove, a beneficio del Ticino intero, che più che mai oggi soffre una certa paralisi decisionale.
Per questo, la proposta sul Campo Marzio va vista per quello che è: un gesto politico positivo, ispirato, che vuole riportare al centro dell’agenda il futuro della città. Con rispetto per chi governa, ma anche con la consapevolezza che senza sogni, senza visioni, nessuna comunità può davvero costruire il proprio domani.
Alex Farinelli
Vicepresidente PLRT
Articolo pubblicato sul Corriere del Ticino del 15 settembre 2025