16 Aprile 2024
PLR

La Politica in pillole #4

La Politica in pillole #4

In questa rubrica diamo voce ai candidati PLR Lugano al Gran Consiglio, presentandovi le loro idee su alcuni temi fondamentali.

Carola Barchi

Pari Opportunità

1- Cosa pensi dell’imposizione di quote rosa all’interno della politica nell’assegnazione delle cariche?

Faccio parte di una generazione di donne, che, fin dalla loro infanzia, sono state educate in maniera paritaria. Bambine che pensavano che, una volta adulte, avrebbero potuto realizzare i propri sogni unicamente attraverso i loro meriti, senza dover lottare per i propri diritti. I nostri genitori ci chiedevano cosa avremmo voluto fare da grandi, dando implicitamente per scontato che diventare madri non fosse il nostro unico scopo. Le nostre nonne e le nostre mamme avevano già lottato per i nostri diritti, facendo non solo da apripista, ma costruendo vere e proprie autostrade, a partire dal diritto di voto nel 1971.

Con il tempo ci siamo accorte però, che lo sviluppo culturale di questo paese non era andato di pari passo con quello giuridico e che il potere economico e politico era ancora prevalentemente una prerogativa maschile. Ci siamo accorte che spesso e volentieri il potere non ha una relazione con il merito e che gli uomini non sempre arrivano al potere per meriti propri, ma perché sostenuti e imposti da altri uomini, che costituiscono più dei due terzi della classe politica. Al contempo, però, ancora troppi uomini e troppe donne contestano le quote rosa, sostenendo che le donne dovrebbero essere elette solo grazie al loro merito. Dal momento che le donne presenti nelle istituzioni politiche e nei consigli di amministrazione sono ancora una netta minoranza, dovremmo dunque arguire che esse hanno meno meriti degli uomini. Ma è davvero così? O non è questo soltanto un pretesto, da parte degli uomini, per difendere e mantenere le proprie “poltrone”?

Inoltre, se le donne dovessero essere elette esclusivamente in base al loro merito, non sarebbe allora il caso di proporre più donne nelle liste politiche, in modo da poter scegliere quelle più meritevoli? Il nostro partito dovrebbe fare di più per alzare la proporzione di donne in politica. Infatti, dei 5 candidati PLR al Consiglio di Stato per la legislatura 2023-2027, solo una è donna.

Dunque, finalmente e a malincuore, dico SÌ alle quote rosa, affinché TUTTI i partiti siano spronati non solo a meglio rappresentare il genere femminile, ma anche a formarlo politicamente alla pari di quello maschile.

2- Negli ultimi anni abbiamo osservato un riscatto sociale da parte delle donne. Secondo te, lo stato dovrebbe intervenire per implementare misure a sostegno della parità di genere? E se si quali?

Oggi le donne svizzere, ed in particolare quelle ticinesi, sono molto arrabbiate, perché, a conti fatti, vedono aumentare i loro doveri ma non i loro diritti, che sembrano esistere solo sulla carta. La disparità media salariale tra uomini e donne in Ticino si attesta ancora, a parità di competenze -e dunque di merito-, al 13.2%. Divario questo che, per il 10% delle donne più pagate, raggiunge addirittura il 25.5% in meno rispetto ai corrispettivi uomini. Sono dati che fanno riflettere, se pensiamo che le donne che lavorano, e che in Ticino costituiscono quasi la metà della popolazione attiva, sono anche quelle che si occupano maggiormente della cura dei figli.

Le donne sono anche molto attive nel volontariato che svolge un ruolo sociale essenziale per le fasce più fragili della popolazione -bambini, donne, anziani, immigrati-. Le donne sono dunque molto attente e partecipi al benessere della collettività, ma stentano ancora ad occupare ruoli istituzionali, dove, oltre al lavoro in trincea, vengono prese anche decisioni politiche e strategiche.

Abbiamo voluto la bicicletta e stiamo pedalando. Ma ora è necessario che il riscatto sociale delle donne venga accompagnato da un adeguato riscatto economico e politico.

Da liberale radicale credo che ognuno debba fare la sua parte per raggiungere realmente la parità di genere. Innanzi tutto noi donne dobbiamo reclamare e prenderci ciò che ci spetta di diritto, senza vergogna o paura, ma soprattutto sostenerci di più tra noi attraverso un sano lobbismo. Lo Stato, da parte sua, è invece tenuto a garantire e promuovere i diritti sanciti dalla legge. E a mio parere lo deve fare non solo in ambito politico ma anche in ambito sociale, in quanto le donne più penalizzate sono quelle con i redditi più bassi. Concretamente, vedo tre misure prioritarie da proporre nella prossima legislatura.

L’implementazione di asili nido pubblici, che permettano alle donne di meglio conciliare la formazione ed il lavoro con la maternità, favorendo la loro indipendenza ed il loro benessere economico.

Il potenziamento della lotta contro la violenza domestica, una vera e propria piaga sociale, che affligge soprattutto le donne, attraverso un aumento delle risorse sia a livello di prevenzione sia infrastrutturale ed un miglior coordinamento tra le diverse istituzioni.

E, last but not least, l’introduzione di “quote rosa” progressive sull’arco di tre legislature (nel senso di sperimentare per un lasso di tempo definito questa misura), per obbligare i partiti a formare realmente una classe politica femminile.


Alessandra Gianella

Relazioni Internazionali

1- Dato che il Ticino si colloca all’interno della regione insubrica, quali sinergie si possono attivare per implementare e migliorare le relazioni con gli altri territori?

Il Ticino, in particolare con Lugano come polo economico trainante, ha una posizione strategica che si situa tra la regione economica di Zurigo e la Lombardia. Il dialogo tra l’Italia e la Svizzera è fondamentale se solo pensiamo a due temi caldi e di particolare attualità e auspicio di prossime soluzioni come, per esempio, l’Accordo sui frontalieri e l’accesso ai mercati finanziari della vicina Penisola. Andrebbe anche consolidata, favorendo le opportune sinergie in altri ambiti di carattere più regionale e locale, la funzione e il ruolo della Regio Insubrica. 

2- Quale ruolo può giocare il Ticino all’interno della Confederazione? 

Il Ticino, che per posizione geografica e socioeconomica è situato nella regione di frontiera, vive dinamiche particolari e talvolta in anticipo rispetto al resto della Svizzera, questa situazione crea ad esempio una pressione sui salari in alcuni settori; aspetti e fenomeni che Oltralpe si sottovalutano e si fatica a riconoscere. In Svizzera abbiamo un mercato del lavoro eterogeneo, le realtà di frontiera hanno dinamiche diverse: il mercato del lavoro del Ticino non è uguale a quello delle regioni di Ginevra, di Basilea o di S. Gallo. Le attuali misure di accompagnamento non risultano sempre efficaci per arginare alcuni dei problemi specifici in Canton Ticino. È importante continuare a sensibilizzare il resto della Svizzera per trovare soluzioni condivise anche su questi aspetti importanti. 


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