30 Gennaio 2023
PLR

La Politica in pillole #2

La Politica in pillole #2

In questa rubrica diamo voce ai candidati PLR Lugano al Gran Consiglio, presentandovi le loro idee su alcuni temi fondamentali.

Fosca Chiappini

Riforme Istituzionali

1- Cosa pensi delle modifiche della legge sulle commesse pubbliche entrate in vigore quest’anno?

Prima di tutto occorre spiegare che a questa legge sono assoggettati Cantone, Comuni, tutti gli enti di diritto pubblico e quelli che ricevono finanziamenti da parte dello Stato

A inizio 2022 è stata fondamentale la modifica riguardante i valori soglia richiesti per l’autocertificazione, passati da CHF 10’000 a CHF 20’000. Tale modifica ha permesso di alleggerire la mole di lavoro, e di conseguenza dei costi correlati, sia per i committenti sia per gli offerenti. Questa  autocertificazione altro non è che un attestato dove il proprietario della ditta certifica di essere in perfetta regola con il pagamento di oneri sociali, imposte, ecc. 

Utile è stata anche l’introduzione del portale offerenti. Portale che consente alle ditte interessate di iscriversi, permettendo ai diversi committenti di velocizzare le procedure per l’assegnazione degli incarichi diretti e di avere una visione globale delle ditte in regola che già collaborano con gli enti pubblici. Sarebbe bello averne uno federale, ma procediamo per piccoli passi….

Aggiungere anche la responsabilità sociale tra i criteri di aggiudicazione di un lavoro, apparentemente può sembrare solo un maggior costo che deve sostenere l’offerente ma analizzando la fattispecie si tratta di una buona base da cui trarre spunto per migliorare e, a lungo termine, risparmiare.

Questo perché, tra i molto criteri di valutazione, figurano ad esempio i miglioramenti strutturali degli edifici, dove viene richiesto se sono stati effettuati degli interventi strutturali che hanno migliorato l’impatto ambientale delle strutture utilizzate.

La legge sulle commesse pubbliche rappresenta un valido strumento di controllo in possesso dell’ente appaltante che si fa così garante nei confronti del comune cittadino nel contribuire a mantenere un’economia di base sana.

2- Riprendendo l’economia sana, cosa pensi si possa ancora fare per mantenerla?

Il primo basilare passo che si dovrebbe intraprende per mantenerla è limitare il numero di fallimenti possibili, al massimo 3. 

È giusto che tutti abbiano la possibilità di aprire una propria attività, ma se le cose vanno male non deve essere a spese della collettività.


Dario Gabella

Sport

1- Il partenariato pubblico privato, sempre più utilizzato per la creazione e sviluppo di attività sportive come, ad esempio, il Polo Sportivo degli eventi (PSE) può essere un modo, anche nel futuro, per implementare nuovi centri sportivi per la comunità?

Partendo dal presupposto che a mio modo di vedere lo sport è un elemento imprescindibile di una società moderna ed evoluta perché in grado di veicolare valori fondamentali per la crescita di un’intera società, ritengo necessarie strutture adeguate in grado di promuoverlo. Buona parte delle società sportive si prefiggono il lodevole obiettivo di migliorare le condizioni del tessuto sociale, disagio giovanile compreso, e pertanto credo sia doveroso metterle nelle migliori condizioni di svolgere le loro attività sul nostro territorio. Questo circolo virtuoso passa anche attraverso infrastrutture adeguate, moderne e utili allo scopo, che le istituzioni dovrebbero garantire. Perseguendo un beneficio per la collettività, poco importa dunque come raggiungere questo obiettivo comune: nessuna preclusione quindi per partenariati tra pubblico e privato.

2- Secondo te qual è il ruolo dello sport nella nostra società, cosa accomuna i giovani e i meno giovani su questo tema?

Lo sport è parte di me da sempre, prima come calciatore professionista e oggi come appassionato. Sono fortemente convinto di essere il risultato anche dei tanti insegnamenti che mi ha trasmesso: valori, principi e fondamenta veicolati, a mio modo di vedere, in modo chiaro e diretto, senza possibili fraintendimenti. Si impara così a stare insieme agli altri, relazionandosi nel nome dell’inclusività; a perseguire la meritocrazia perché l’impegno ripaga, comprendendo così il valore del sacrificio, della disciplina e della costanza; a rialzarsi dopo una caduta, accettando la sconfitta come parte della vittoria. Lo sport è una straordinaria scuola di vita che auguro a tutti di frequentare, a tutti i livelli e a tutte le età.


Luca Staderini

Turismo

1- Che ruolo ha il turismo in Ticino e quali sono le sue problematiche? Quali le soluzioni?

L’industria turistica in Ticino contribuisce a generare circa il 10% del PIL cantonale ed in alcune regioni, come nel Locarnese, addirittura circa il 20%. Si può quindi facilmente intuire il peso di quest’industria sull’occupazione e sulla dinamicità del nostro territorio. Focalizzandoci sul settore alberghiero, la domanda negli ultimi anni è stabile con una leggera crescita, ma tuttavia l’offerta di strutture ricettive cala. Nonostante i turisti continuino ad arrivare ed il nostro territorio sia sempre più attrattivo grazie a nuove e diversificate offerte, ci sono più alberghi che chiudono rispetto a quelli che aprono. Analizzando nel dettaglio i dati pre-pandemici inerenti alla domanda per alloggi, si nota come siano i pernottamenti di ospiti stranieri a calare. Questi dati devono metterci in guardia perché testimoniano che, come industria turistica cantonale, non si può dormire sugli allori e speculare che la bellezza del nostro territorio faccia passare in secondo piano la vetustà di molte strutture ricettive e prodotti turistici. A livello politico, favorire e semplificare investimenti ed innovazione sono quindi concetti chiave, sia nelle strutture che nella digitalizzazione, ma soprattutto anche alleggerire i sempre maggiori ostacoli all’apertura di nuovi stabilimenti, alla facilità di accesso al credito, alla formazione dei professionisti del settore e far meglio conoscere i mezzi (che già oggi esistono) a supporto degli albergatori. Il turismo è sempre meno standardizzato e l’ospite cerca costantemente qualcosa di nuovo ed unico e, soprattutto, esperienziale. A livello pianificatorio ed autorizzativo ci sono ampi margini di manovra per permettere a tutti coloro che vogliono fare impresa innovativa nel turismo di poterlo fare senza esserne demotivati.

2- Come utilizzerai la tua esperienza lavorativa all’estero per sviluppare il settore turistico ticinese?

Dopo i miei studi alla scuola alberghiera di Losanna ho avuto l’opportunità di vivere e lavorare in diversi paesi europei, esperienze molto arricchenti e di grande crescita personale. Rapportarsi con altre realtà e avere l’umiltà di riconoscere ciò che di meglio vien fatto fuori dai nostri confini cantonali e cercare di replicarlo, adattandolo alla nostra realtà, credo sia un esercizio chiave per la crescita del nostro paese. In tal senso anche l’approccio al turismo e la sua centralità nell’economia di un paese cambiano molto da nazione a nazione. Un elemento che ho potuto spesso apprezzare è la maggior centralità che viene data all’industria turistica in altri paesi a noi vicini, ma come anche in altri cantoni della Svizzera. Questo trovo sia un elemento particolarmente rilevante per il Ticino, dove spesso ho l’impressione che il turismo sia di contorno ad altre attività, dove sovente si pianificano grandi e bei contenitori ma prestando poca attenzione al contenuto ed alla sua promozione e, purtroppo, questo vale anche per l’attenzione che diamo al nostro paesaggio.

Credo che in Ticino vada portata avanti una maggior sensibilizzazione a tutti i livelli della centralità dell’industria turistica e che essa sia strettamente legata alla bellezza del nostro paesaggio, alla tradizione architettonica e culturale del nostro cantone ed all’autenticità del nostro territorio. Sia nelle nostre città che nelle nostre valli vanno via via scomparendo costruzioni storiche e tradizionali, impoverendo il nostro territorio e trascinandolo verso una mediocrità di poco interesse per il turista in visita, che invece cerca ed apprezza l’autentico, il tradizionale ed il bello.

Dalle mie esperienze all’estero porto quindi questo elemento per sviluppare il nostro settore turistico: un occhio più attento all’utilizzo del nostro territorio e una rinnovata attenzione alla valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico. Chiaramente la qualità costa: in tal senso, a livello legislativo, si potrebbero ricalibrare gli aiuti cantonali, per esempio tramite la Legge sul Turismo (L-tur), promuovendo maggiormente progetti che rafforzino l’identità e l’autenticità del nostro patrimonio culturale ed architettonico nell’ambito delle nuove strutture ricettive ticinesi.

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