30 Novembre 2022
PLR

L’idealismo e il conformismo bloccano lo sviluppo del nostro futuro

L’idealismo e il conformismo bloccano lo sviluppo del nostro futuro

«L’idealismo aumenta in proporzione diretta rispetto alla propria distanza dal problema» sosteneva John Galsworthy, in una di quelle massime che fanno riflettere, su molti dei fenomeni attuali della nostra esistenza.

Più generalmente, ne sono la prova vivente la «woke» e la «Cancel Culture», il buonismo e il conformismo dilaganti, il politicamente corretto, che ci dirottano dalla costruzione di un avvenire migliore e stabile per le generazioni future.

Questa lente dell’idealismo viene spesso e volentieri indossata anche alle nostre latitudini, come non hanno mancato di sottolineare (giustamente) i Giovani UDC.

L’analisi di questo fenomeno e della sua pericolosità non può però fermarsi al mero «riconoscimento» e boicottaggio (con proposte e idee che sanno di provocazione e che rendono ancora più complicato il già difficile dibattito).

Il visconte francese Alexis de Tocqueville, uomo dalle mille «qualificazioni» che si potrebbe definire tranquillamente come uno degli uomini più illuminati ed illuminanti della storia, comprese molto tempo addietro la spaventosa deriva della nostra società. L’individualismo anomico e smodato delle nostre società democratiche avrebbe portato a delle nuove forme di tirannia: un conformismo intollerante e senza limiti («le camp du bien»), ancora più feroce perché incolto, senza sfumature, che agisce proprio in nome della tolleranza.

La logica di demonizzazione delle opinioni che infastidiscono (o non più socialmente corrette) descritte da de Tocqueville non è nient’altro che l’essenza del fenomeno wokista e della «cancel culture» che va ad imporsi nel nostro mondo economico, nelle nostre università, tra i nostri politici, ecc. Il corpo non perisce, il sangue non cola più, ma i nuovi inquisitori infliggono una morte sociale. Questa tirannia fa sì che solo da un lato teorico si è liberi di non pensarla in un certo modo, poiché gli oppositori rimarranno sì uomini ma perderanno di fatto i diritti all’umanità; verranno trattati come stranieri ed evitati come impuri.

La principale vittima delle «passioni democratiche» sarà dunque la libertà di espressione, che dobbiamo preservare con tutte le nostre forze, insieme agli altri valori liberali che oggigiorno sembrano essere sbiaditi. Lo spirito liberale, democratico e concreto è la nostra unica arma contro l’inquisizione morale e moralizzante dei giorni nostri, che vuole filtrare la storia, la cultura e l’educazione che ne deriva, imbarbarire il dibattito e ostacolare lo sviluppo della collettività.

Il dibattito va dunque riportato in una dimensione più pragmatica, libera, umana, e meno avvilente, che persegue davvero gli interessi della società, dei giovani e di quel futuro che affideremo loro, a scapito di quelle «logiche idealistiche» e conformiste che affossano il progresso e contribuiscono alla relegazione del potenziale e dello sviluppo del mondo.

Andrea Barzaghini, Consigliere Comunale di Locarno PLR

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Andrea Barzaghini