1 Dicembre 2022
Comunicazioni

Una prima storica per le Donne liberali radicali il cui successo riempie d’orgoglio

Una prima storica per le Donne liberali radicali il cui successo riempie d’orgoglio

È ufficiale: le Donne liberali radicali sono riuscite nell’impresa di raccogliere più delle 100’000 firme necessarie, che decretano formalmente il successo dell’iniziativa per l’introduzione dell’imposizione individuale. Il lancio dell’iniziativa è una prima nella storia del Donne del PLR che hanno deciso di scendere in piazza, alzare la voce e dimostrare di avere il coraggio di cambiare le cose. Il risultato è li da vedere, nelle firme raccolte a tre settimane dal termine: un’impresa che rende tutte noi, donne liberali radicali orgogliose.

Le Donne liberali radicali ticinesi hanno fatto la loro parte nel portare al successo l’iniziativa. La presidente Mari Luz Besomi-Candolfi: “ci siamo assunte la responsabilità – scendendo in piazza, coinvolgendo la popolazione, mobilitando sezioni e vertici del partito – di affrontare un tema che occupa la politica federale dalla fine degli anni ‘90, senza mai arrivare a un cambiamento tangibile. Noi donne ci siamo riuscite. L’iniziativa sull’imposizione individuale è un passo importante verso un sistema fiscale più equo. Non è infatti accettabile che il potenziale delle donne qualificate in Svizzera non possa essere sfruttato dal mercato del lavoro a causa di incentivi finanziari negativi. L’iniziativa è una soluzione chiara che favorisce le persone, in particolare proprio le donne, nell’essere indipendenti nelle loro scelte di vita a prescindere dallo stato civile, aiutandole a conciliare meglio vita familiare e professionale, permettendo di fatto di riportarne un numero maggiore nel mondo del lavoro. Sono fiera che anche le donne e gli uomini del PLR ticinese abbiamo dato il loro apporto nel portate a buon fine un’iniziativa che rappresenta un cambio di paradigma del sistema fiscale svizzero e un passo importante verso una maggiore uguaglianza”.

Il sistema fiscale svizzero si basa ancora su un modello di famiglia ormai superato: dopo il matrimonio la donna rinuncia molto spesso, e quasi sempre per tutta la vita, a un’attività lavorativa. Con l’imposizione dei coniugi e una progressione delle aliquote fiscali, il secondo reddito viene tassato con un’aliquota significativamente più alta. In quasi il 90% delle famiglie questa formula incide sul reddito della moglie. Per ogni franco di stipendio in più, una parte consistente è destinata al pagamento delle imposte e, considerando i notevoli costi per la custodia dei bambini, si perde in fretta l’incentivo a lavorare. È una modalità di tassazione ingiusta e diseguale che deve essere abolita. E se le donne avranno libertà di scelta nella decisione di lavorare di più, allora anche le loro pensioni miglioreranno. E questo grazie anche all’iniziativa delle DLR che mette le donne al centro dell’economia e della società.

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Voce PLR