13 Giugno 2026
PLR

Accompagnare la nuova generazione: Tra smartphone proibiti e le sfide digitali della SSR.

Accompagnare la nuova generazione: Tra smartphone proibiti e le sfide digitali della SSR.

Di fronte a una gioventù immersa in bolle algoritmiche, la società svizzera reagisce con spinte opposte: da un lato il divieto dei cellulari a scuola, dall’altro la corsa digitale del servizio pubblico. Ma quale strada tutela davvero il futuro cognitivo dei nostri ragazzi?

Il Ticino ci prova L’iniziativa popolare “Lo smartphone resta a casa” vuole vietare i cellulari nelle scuole dell’obbligo per contrastare il cyberbullismo, recuperare la concentrazione e restituire ai ragazzi uno spazio di sana ecologia mentale.

ENAVANT: strategia o necessità? La SSR risponde ai tagli del canone con il piano ENAVANT: 270 milioni di risparmi entro il 2029, riorganizzazione profonda, tagli al personale. Il rischio è che venga percepito come puro contenimento finanziario. Presidiare 169 profili social per non perdere audience rischia di diventare un fine invece di un mezzo. Nell’urgenza di far quadrare i conti, si rischia di perdere la vera missione: offrire un’alternativa educativa di qualità rispetto alle piattaforme americane.

L’autodifesa cognitiva: Bruno Giussani, nel suo libro “La mente sotto assedio”, ricorda la priorità assoluta: dotare i giovani degli strumenti per non farsi manipolare dagli algoritmi. Istruirsi è un atto di resistenza. Senza questa bussola interiore si diventa spettatori passivi di un mondo digitale che modella pensieri e comportamenti a nostra insaputa. Proteggere i giovani significa pretendere una scuola che istruisca la nuova generazione a difendersi dalla manipolazione, e un servizio pubblico che abbia il coraggio di distinguersi nettamente dalle logiche della Silicon Valley.

Un voto che non basta: Scegliere tra 200 o 300 franchi di canone non risolve il nodo centrale. Il vero tema non è quanto paghiamo, ma cosa vogliamo che il servizio pubblico offra ai nostri figli. La nuova concessione è prevista per il 2029, ma nell’era dell’IA tre anni sono un’eternità. Serve un mandato politico che privilegi la formazione critica rispetto alla mera presenza sui social.

Un impegno condiviso: Proteggere le nuove generazioni non è compito esclusivo della politica. La famiglia è parte essenziale. Ma la portata della piattaformizzazione impone una risposta collaborativa. Significa pretendere una scuola che istruisca i ragazzi a difendersi dalla manipolazione, e un servizio pubblico che abbia il coraggio di distinguersi nettamente dalle logiche della Silicon Valley. Scuola, famiglie e SSR devono farsi garanti insieme di una generazione consapevole, capace di restare libera.

Flavia Petrimpol

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